1 Come si attribuisce la rendita catastale ad un immobile?
Se un immobile non è iscritto in catasto, oppure se è iscritto ma è in attesa dell’attribuzione della rendita catastale definitiva, deve essere dichiarato in base ad una rendita “presunta”, cioè una rendita desunta per comparazione con quella di immobili simili aventi caratteristiche analoghe a quello oggetto della dichiarazione.
La rendita presunta indicata dal contribuente per la denuncia in catasto di un’unità immobiliare nuova o per la variazione di una già censita diventa automaticamente definitiva se non viene rettificata dal catasto entro un anno.
La rendita definitiva, tale per avvenuto classamento oppure a seguito del trascorrere di un anno senza che la rendita presunta sia stata rettificata, ha efficacia dalla data di richiesta di accatastamento.
Ai fini ICI, è irrilevante la data di accatastamento: l’imposta deve essere calcolata e versata anche in presenza di un rendita catastale presunta.
2 Cosa si intende per abitazione principale?
Per abitazione principale si intende un immobile posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale ed utilizzato come dimora principale dal contribuente o/e dai suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado, e affini entro il secondo grado).
Tale situazione è accertabile in base ai registri anagrafici o in base all’autocertificazione con la quale si può attestare che la dimora principale è in un luogo diverso da quello anagrafico.
L’abitazione principale, e la relativa pertinenza, è esonerata dall'imposta.
3 Quali sono le imposte sulla compravendita dell'immobile?
Se la casa viene venduta da un privato o da un’impresa "costruttrice" o "non costruttrice", le imposte da pagare sono l'imposta di registro (7%); l'imposta ipotecaria (2%); l'imposta catastale (1%).
Se invece il venditore è un'impresa costruttrice e la vendita avviene entro 4 anni dalla fine dei lavori, le imposte da pagare sono: l'Iva al 10%, l'imposta di registro, l'imposta ipotecaria e l'imposta catastale, o il 4% per chi ususfruisce dell'agevolazio della prima casa.
4 Prima di formalizzare l'acquisto, quali sono i documenti da verificare?
Prima del contratto di vendita vero e proprio, bisogna elencare tutti i documenti nel cosiddetto "compromesso", che in sostanza è una "promessa di vendita", un accordo preliminare nel quale il venditore e l'acquirente si impegnano a concludere l'affare (articolo 1350 del Codice civile)
5 Come funzionano le detrazioni del 36% sull'IRPEF?
I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) il 36% (per l'anno 2004 e 2005 approvata dalla Finanziaria 2004), delle spese sostenute per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Il beneficio spetta fino a un tetto massimo di spesa di 48.mila euro per anno d'imposta e per ogni immobile sul quale vengono eseguiti gli interventi di recupero edilizio, da suddividere in dieci anni. La detrazione spetta anche per l'acquisto di un box auto di nuova costruzione.
6 A chi spettano le agevolazioni fiscali per le Ristrutturazioni?
Possono usufruire le detrazioni:
7 Su quali lavori vengono fatte le agevolazioni fiscali?
I lavori per i quali spetta lo sconto fiscale sono innanzitutto quelli elencati dall'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457 e cioè: interventi di: Manutenzione Ordinaria, Manutenzione Straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione edilizia.